Noia? No, grazie.


Rieccomi, dopo tanto tempo, ad aggiornare il mio blog. E ne sono successe di cose nel frattempo!

Per esempio, sabato 11 giugno, in cattedrale qui a Brescia, assieme ad altri 9 miei compagni (7 diocesani e 2 carmelitani) sono stato ordinato SACERDOTE! Ebbene sì, sacerdote pavoniano, PADRE per sempre! Voglia il Signore aiutarmi ad essere fedele alla sua chiamata, e la nostra cara Madre Maria e il nostro amato Beato Lodovico Pavoni intercedano per me e per tutti i miei compagni.

Per caso questa sera sono incappato in un articolo di Andrea Peruffo, uno psicologo che scrive su “Se Vuoi” (rivista di orientamento delle Suore Apostoline, http://www.apostoline.it). L’articolo si intitola semplicemente “Noia” e visto che ho riconosciuto molte caratteristiche della mia vita prima di accogliere la chiamata del Signore, ho deciso di pubblicarlo, nella speranza che possa servire come stimolo a qualcuno che ancora si trova prigioniero nelle secche di questo stato d’animo.

Vi auguro una buona lettura e, come al solito, sono graditi commenti, critiche, riflessioni…

Old best 4 u, brehtren’n sistren, e… CHE DIO VI BENEDICA!

E’ una giornata cupa, grigia, fredda con una sorta di nebbiolina umida che penetra nelle ossa e nei pensieri e ti rende indolente, incapace di progettare qualcosa di interessante. Hai davanti a te molte ore senza particolari impegni… vorresti fare mille cose che sono lì sul tavolo e che ti aspettano, eppure non hai voglia di nulla. Non riesci a capire cosa ti sta succedendo e, immerso in questi pensieri, il tempo passa senza che tu abbia potuto fare qualcosa. Giri e rigiri per la casa; con grande sforzo decidi che si potrebbe uscire ma non cambia molto il tuo umore. Te la prendi un po’ con il tempo: è colpa sua e in fondo hai sempre saputo di essere metereopatico… ma in fondo non ne sei troppo convinto. E’ da troppo tempo che vivi questa situazione. Oggi, forse, ne hai una più chiara consapevolezza ma provando ad ascoltarti vedi che nell’ultimo periodo spesso sei stato così. Ti trovi come impotente, inconcludente, annoiato, alla ricerca di qualcosa di più forte che ti faccia sentire un po’ di vita scorrere nelle vene. Ma sai che certe esperienze toccano il tempo dell’eccitazione passeggera, un momento e poi ritorni inesorabilmente al punto di partenza e continui a cullarti nei tuoi pensieri cercando una via d’uscita che sembra non esserci. Ne hai paura perché ti senti bloccato e ti rendi conto che il semplice passare del tempo non è la soluzione; no, quella non ce l’hai, purtroppo. Quasi parlando con te stesso ti chiedi di cosa hai bisogno… Come fare ad uscire da questa spirale? A chi chiedere aiuto? Accendi il PC e provi a scrivere nella pagina bianca del motore di ricerca quella parola che hai paura a pronunciare e che ti risuona dentro con insistenza: NOIA. Salto senza troppo pensarci il rimando a Wikipedia anche perché dalle prime due righe capisco che la definizione offerta corrisponde proprio a quello che vivo… ma in questo momento non mi servono definizioni aride, tecniche. Mi serve… Boh… Non lo so… e cerco. “Che cos’è e come si combatte la noia?” Provo. “L’uomo è da sempre vittima potenziale della noia, sin dai tempi delle caverne”. Bella scoperta! “La noia è un sentimento importantissimo per l’umanità. E’ per battere la noia che l’uomo ha iniziato a fantasticare con la mente, ad uscire dal proprio guscio di puro istinto”. Interessante, ma già lo sapevo… Quante volte mi trovo a fantasticare, a girare con la mente in mille pensieri! Ma poi la concretezza delal vita è diversa. Come uscirne? Sto per cambiare pagina annoiato più di prima da quell’insieme di ragionamenti sensati ma inutili quando mi accorgo di una parola: “spirituale”. Leggo: “Bisogna ricorrere al pensiero spirituale, essere capaci di ragionare a lungo, rievocando fatti e sensazioni lontane”. Una frase che mi apre una prospettiva che fino a quel punto non avevo considerato. “Aprirsi al pensiero spirituale” cosa mai vorrà dire? Continuando nella ricerca trovo rimandi a citazioni che provo a leggere in fretta provando a vedere se per caso qualcuna abbia dei riferimenti a quell’intuizione che mi aveva fermato… Niente. Niente dalle immagini, come dai link di video che già conosco e che non mi hanno mai ispirato. Cosa c’entra la noia con la spiritualità? Questa volta provo a cambiare motore di ricerca. Ieri per radio ho sentito che ce n’è uno che negli Stati Uniti gira forte. Lo trovo. Non c’è uno sfondo bianco, vuoto, ma una bella immagine e mi fermo un po’ a pensare sognando a partire da quello che vedo. Non c’entra con quello che sto cercando, non ho ancora digitato parole nell’unica striscia bianca dello sfondo eppure sento che l’immagine mi muove qualcosa dentro. Mi apre al sogno, al desiderio. Provo allora ad ascoltare queste percezioni interiori. E’ come se sentissi nuova energia, nuova forza. La paura che provavo prima lascia un po’ alla volta il campo ad altri sentimenti. Molte volte ho sognato senza venire a capo di nulla ma in questa ricerca è diverso. Forse è proprio qui il primo passo da fare per superare la noia: lasciare spazio al desiderio, non aver paura di quello che si desidera e che pensi non si possa mai realizzare. E’ il rischiare di muoversi verso altri orizzonti. E allora capisci la profondità di quell’invito a cercare di più dentro di te, più in profondità dove l’incontro con i propri desideri più veri diventa incontro con l’alito di vita che ci appartiene fin dalle origini della vita stessa. Provo a digitare insieme “noia e spiritualità”. Clic! Mi incuriosisce un rimando. “La cittadella interiore: i giovani fra noia, nichilismo e spiritualità”. Leggo con interesse cercando di cogliere quello che cerco. “Le condizioni per realizzare un progetto di vita, che sappia valorizzare ogni attimo e ogni opportunità, sono attingibili nell’interiorità di ognuno, in quel fondo dove vivono coscienza e ragione, dove gli impulsi e le pressioni mondane tornano ad avere un ruolo secondario. Chi smarrisce il fondo vive le possibilità, le occasioni e le pressioni mondane come divise e problematiche, le vede insensate perché non conducono a nulla di straordinario: lo assale un senso di vuoto e mancanza”. Una luce, uno spazio che mi mette in movimento per costruire il mio progetto di vita. Andare fino in fondo per fare unità; inserire i singoli frammenti in un contesto unico, completo, senza fughe rassicuranti. Il sentirsi parte di un universo che non ci annienta nel suo infinito. La noia può così fare spazio alla ricerca di un senso che rende straordinaria la normalità di ciascuno perché ti fa sentire amato, accolto. E’ l’incontro con un Padre che si prende cura dei suoi figli ma che allo stesso tempo non ti esime dal prenderti le tue responsabilità, che non ti toglie il rischio del tuo pensare e della tua libertà. Guardo fuori e nel frattempo un timido sole sembra voler fare breccia nella nebbia. Lo sento un buon auspicio per la mia intuizione.

 

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