Ciao!

Posted in Senza categoria on 1 aprile 2014 by carlonline

Benvenuti su

“CARLONLINE”

questo blog è aperto

a chiunque voglia condividere con me idee, opinioni, suggerimenti, esperienze e chi più ne ha più ne metta.

Mi chiamo Carlo, sono un religioso”pavoniano”, aspirante “padre-pavoniano”.

Come chi sono i Pavoniani?!!

Se non li conoscete ancora è proprio il momento opportuno. Potete trovare tutte le notizie a questo sito:

www.lodovicopavoni.it

Tengo a precisare che non gradisco volgarità di alcun genere, per il resto sono aperto a tutto.

Allora sto in attesa, particolarmente di voi giovani, perchè i Pavoniani sono da sempre dalla vostra parte!

“All the best 4 U!”

Carlo

cavia67@yahoo.it

Vuoi fare del bene? Ti basta un “click”

Help end world hunger

“Ki ama la vita” – A tribute to p. Lodovico Pavoni

Posted in Senza categoria on 1 aprile 2014 by carlonline

1° Aprile 1849: moriva a Saiano (BS) p. Lodovico Pavoni. Pagava con la vita l’eroico gesto di portare in salvo i suoi ragazzi dai bombardamenti che straziavano Brescia durante le “10 giornate”.
Questo è il mio tributo all’uomo che ha donato un futuro a tanti giovani.
Questo è il mio tributo all’uomo che ha dato una direzione alla mia vita.
Questo è il mio tributo a te, che già la gente del tuo tempo ti considerava un Santo, nella certezza che presto la tua santità sarà riconosciuta ufficialmente.

Le domande di un non credente al papa gesuita chiamato Francesco

Posted in Senza categoria on 7 agosto 2013 by carlonline

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Buongiorno a tutti! Dopo secoli di latitanza, torno a “scarabocchiare” la mia “bacheca virtuale”. Lo stimolo mi è stato dato da un articolo di Eugenio Scalfari pubblicato questa mattina su “La Repubblica.it” (http://www.repubblica.it/politica/2013/08/07/news/le_domande_di_un_non_credente_al_papa_gesuita_chiamato_francesco-64398349/), dal titolo: “Le domande di un non credente al papa gesuita chiamato Francesco”. Se da un lato non posso che rallegrarmi del fatto che questo Papa sia stimato anche da chi si definisce “lontano” dalla Chiesa, dall’altro sono rimasto quantomeno stupito dalle domande che una persona colta quale reputo essere l’autore dell’articolo ha posto a Papa Francesco. Le riporto testualmente:

Prima domanda: se una persona non ha fede né la cerca, ma commette quello che per la Chiesa è un peccato, sarà perdonato dal Dio cristiano?

Seconda domanda: il credente crede nella verità rivelata, il non credente pensa che non esista alcun assoluto e quindi neppure una verità assoluta, ma una serie di verità relative e soggettive. Questo modo di pensare per la Chiesa è un errore o un peccato?

Terza domanda: Papa Francesco ha detto durante il suo viaggio in Brasile che anche la nostra specie perirà come tutte le cose che hanno un inizio e una fine. Anch’io penso allo stesso modo, ma penso anche che con la scomparsa della nostra specie scomparirà anche il pensiero capace di pensare Dio e che quindi, quando la nostra specie scomparirà, allora scomparirà anche Dio perché nessuno sarà più in grado di pensarlo. Il Papa ha certamente una sua risposta a questo tema e a me piacerebbe molto conoscerla.

Ora, io non so se e cosa risponderà il Papa, dal mio punto di vista (ed è quello di un umilissimo sacerdote di oratorio), le risposte che potrei dare io potrebbero essere queste:

Alla prima domanda risponderei: come può anche semplicemente pensare di essere perdonato uno che non è minimamente convinto di aver fatto qualcosa di sbagliato? Il peccato (nella visione cristiana) è un auto-collocarsi fuori dall’amore di Dio, il “perdono” non è altro che l’accondiscendenza di Dio alla creatura che desidera ritornare in quella relazione di amore che il peccato aveva interrotto.
Alla seconda domanda risponderei che la domanda stessa è una contraddizione in termini: come si può affermare che non esiste una verità assoluta, ma solo tante “verità relative”? Non è già questa un’affermazione che pretende di essere vera?
Infine, alla terza domanda (che mi sembra la più superficiale) risponderei: forse che, per il semplice fatto che non ci sarà più nessuna creatura umana che la può pensare, insieme al genere umano scomparirà anche Venezia, o la Pietà di Michelangelo, o il mondo intero? Il mondo, caro Scalfari, c’era anche ai tempi dei dinosauri, i quali, nonostante fossero dotati di ben 2 cervelli, avevano ben altri “pensieri” che chiedersi se c’era o non c’era un Dio. Ritenere che qualcosa esiste “solo” perchè posso pensarla mi sembra fuori dalla realtà, e quantomeno arrogante.

Old best 4 U, my friends, God bless!

Noia? No, grazie.

Posted in Cibo per l'anima on 17 giugno 2011 by carlonline

Rieccomi, dopo tanto tempo, ad aggiornare il mio blog. E ne sono successe di cose nel frattempo!

Per esempio, sabato 11 giugno, in cattedrale qui a Brescia, assieme ad altri 9 miei compagni (7 diocesani e 2 carmelitani) sono stato ordinato SACERDOTE! Ebbene sì, sacerdote pavoniano, PADRE per sempre! Voglia il Signore aiutarmi ad essere fedele alla sua chiamata, e la nostra cara Madre Maria e il nostro amato Beato Lodovico Pavoni intercedano per me e per tutti i miei compagni.

Per caso questa sera sono incappato in un articolo di Andrea Peruffo, uno psicologo che scrive su “Se Vuoi” (rivista di orientamento delle Suore Apostoline, http://www.apostoline.it). L’articolo si intitola semplicemente “Noia” e visto che ho riconosciuto molte caratteristiche della mia vita prima di accogliere la chiamata del Signore, ho deciso di pubblicarlo, nella speranza che possa servire come stimolo a qualcuno che ancora si trova prigioniero nelle secche di questo stato d’animo.

Vi auguro una buona lettura e, come al solito, sono graditi commenti, critiche, riflessioni…

Old best 4 u, brehtren’n sistren, e… CHE DIO VI BENEDICA!

E’ una giornata cupa, grigia, fredda con una sorta di nebbiolina umida che penetra nelle ossa e nei pensieri e ti rende indolente, incapace di progettare qualcosa di interessante. Hai davanti a te molte ore senza particolari impegni… vorresti fare mille cose che sono lì sul tavolo e che ti aspettano, eppure non hai voglia di nulla. Non riesci a capire cosa ti sta succedendo e, immerso in questi pensieri, il tempo passa senza che tu abbia potuto fare qualcosa. Giri e rigiri per la casa; con grande sforzo decidi che si potrebbe uscire ma non cambia molto il tuo umore. Te la prendi un po’ con il tempo: è colpa sua e in fondo hai sempre saputo di essere metereopatico… ma in fondo non ne sei troppo convinto. E’ da troppo tempo che vivi questa situazione. Oggi, forse, ne hai una più chiara consapevolezza ma provando ad ascoltarti vedi che nell’ultimo periodo spesso sei stato così. Ti trovi come impotente, inconcludente, annoiato, alla ricerca di qualcosa di più forte che ti faccia sentire un po’ di vita scorrere nelle vene. Ma sai che certe esperienze toccano il tempo dell’eccitazione passeggera, un momento e poi ritorni inesorabilmente al punto di partenza e continui a cullarti nei tuoi pensieri cercando una via d’uscita che sembra non esserci. Ne hai paura perché ti senti bloccato e ti rendi conto che il semplice passare del tempo non è la soluzione; no, quella non ce l’hai, purtroppo. Quasi parlando con te stesso ti chiedi di cosa hai bisogno… Come fare ad uscire da questa spirale? A chi chiedere aiuto? Accendi il PC e provi a scrivere nella pagina bianca del motore di ricerca quella parola che hai paura a pronunciare e che ti risuona dentro con insistenza: NOIA. Salto senza troppo pensarci il rimando a Wikipedia anche perché dalle prime due righe capisco che la definizione offerta corrisponde proprio a quello che vivo… ma in questo momento non mi servono definizioni aride, tecniche. Mi serve… Boh… Non lo so… e cerco. “Che cos’è e come si combatte la noia?” Provo. “L’uomo è da sempre vittima potenziale della noia, sin dai tempi delle caverne”. Bella scoperta! “La noia è un sentimento importantissimo per l’umanità. E’ per battere la noia che l’uomo ha iniziato a fantasticare con la mente, ad uscire dal proprio guscio di puro istinto”. Interessante, ma già lo sapevo… Quante volte mi trovo a fantasticare, a girare con la mente in mille pensieri! Ma poi la concretezza delal vita è diversa. Come uscirne? Sto per cambiare pagina annoiato più di prima da quell’insieme di ragionamenti sensati ma inutili quando mi accorgo di una parola: “spirituale”. Leggo: “Bisogna ricorrere al pensiero spirituale, essere capaci di ragionare a lungo, rievocando fatti e sensazioni lontane”. Una frase che mi apre una prospettiva che fino a quel punto non avevo considerato. “Aprirsi al pensiero spirituale” cosa mai vorrà dire? Continuando nella ricerca trovo rimandi a citazioni che provo a leggere in fretta provando a vedere se per caso qualcuna abbia dei riferimenti a quell’intuizione che mi aveva fermato… Niente. Niente dalle immagini, come dai link di video che già conosco e che non mi hanno mai ispirato. Cosa c’entra la noia con la spiritualità? Questa volta provo a cambiare motore di ricerca. Ieri per radio ho sentito che ce n’è uno che negli Stati Uniti gira forte. Lo trovo. Non c’è uno sfondo bianco, vuoto, ma una bella immagine e mi fermo un po’ a pensare sognando a partire da quello che vedo. Non c’entra con quello che sto cercando, non ho ancora digitato parole nell’unica striscia bianca dello sfondo eppure sento che l’immagine mi muove qualcosa dentro. Mi apre al sogno, al desiderio. Provo allora ad ascoltare queste percezioni interiori. E’ come se sentissi nuova energia, nuova forza. La paura che provavo prima lascia un po’ alla volta il campo ad altri sentimenti. Molte volte ho sognato senza venire a capo di nulla ma in questa ricerca è diverso. Forse è proprio qui il primo passo da fare per superare la noia: lasciare spazio al desiderio, non aver paura di quello che si desidera e che pensi non si possa mai realizzare. E’ il rischiare di muoversi verso altri orizzonti. E allora capisci la profondità di quell’invito a cercare di più dentro di te, più in profondità dove l’incontro con i propri desideri più veri diventa incontro con l’alito di vita che ci appartiene fin dalle origini della vita stessa. Provo a digitare insieme “noia e spiritualità”. Clic! Mi incuriosisce un rimando. “La cittadella interiore: i giovani fra noia, nichilismo e spiritualità”. Leggo con interesse cercando di cogliere quello che cerco. “Le condizioni per realizzare un progetto di vita, che sappia valorizzare ogni attimo e ogni opportunità, sono attingibili nell’interiorità di ognuno, in quel fondo dove vivono coscienza e ragione, dove gli impulsi e le pressioni mondane tornano ad avere un ruolo secondario. Chi smarrisce il fondo vive le possibilità, le occasioni e le pressioni mondane come divise e problematiche, le vede insensate perché non conducono a nulla di straordinario: lo assale un senso di vuoto e mancanza”. Una luce, uno spazio che mi mette in movimento per costruire il mio progetto di vita. Andare fino in fondo per fare unità; inserire i singoli frammenti in un contesto unico, completo, senza fughe rassicuranti. Il sentirsi parte di un universo che non ci annienta nel suo infinito. La noia può così fare spazio alla ricerca di un senso che rende straordinaria la normalità di ciascuno perché ti fa sentire amato, accolto. E’ l’incontro con un Padre che si prende cura dei suoi figli ma che allo stesso tempo non ti esime dal prenderti le tue responsabilità, che non ti toglie il rischio del tuo pensare e della tua libertà. Guardo fuori e nel frattempo un timido sole sembra voler fare breccia nella nebbia. Lo sento un buon auspicio per la mia intuizione.

 

Settimana di preghiera per l’unità dei Cristiani (18-25 gennaio 2011)

Posted in Senza categoria on 19 gennaio 2011 by carlonline

“Uniti nell’insegnamento degli apostoli, nella comunione, nello spezzare il pane e nella preghiera” (cfr. At 2, 42)

 

TESTO BIBLICO

Essi ascoltavano con assiduità l’insegnamento degli apostoli, vivevano insieme fraternamente, partecipavano alla Cena del Signore e pregavano insieme. Dio faceva molti miracoli e prodigi per mezzo degli apostoli: per questo ognuno era preso da timore. Tutti i credenti vivevano insieme e mettevano in comune tutto quello che possedevano. Vendevano le loro proprietà e i loro beni e distribuivano i soldi fra tutti, secondo le necessità di ciascuno. Ogni giorno, tutti insieme, frequentavano il tempio. Spezzavano il pane nelle loro case e mangiavano con gioia e semplicità di cuore. Lodavano Dio ed erano benvisti da tutta la gente. Di giorno in giorno il Signore aggiungeva alla comunità quelli che egli salvava.

(At 2, 42-47)

 

INTENZIONI E PROPOSTE DI LETTURE BIBLICHE

1° Giorno: La chiesa di Gerusalemme

Gioele 2, 21b-22.3, 1-2

Salmo 46 (45) 1-11

Giovanni 14, 15-21

 

2° Giorno: Molte membra in un solo corpo

Isaia 55, 1-4

Salmo 85 (84) 8-14

1 Corinzi 12, 12-27

Giovanni 15, 1-13

 

3° Giorno: La fedeltà all’insegnamento degli apostoli ci unisce

Isaia 51, 4-8

Salmo 119 (118) 105-112

Romani 1, 15-17

Giovanni 17, 6-19

 

4° Giorno: La condivisione come espressione di unità

Isaia 58, 6-10

Salmo 37 (36) 1-11

Atti 4, 32-37

Matteo 6, 25-34

 

5° Giorno: Spezzare il pane nella speranza

Esodo 16, 13b-21a

Salmo 116 (115) 12-14.16-18

1 Corinzi 11, 17-18.23-26

Giovanni 6, 53-58

 

6° Giorno: Fortificati dalla preghiera

Giona 2, 1-10

Salmo 67 (66) 1-7

1 Timoteo 2, 1-8

Matteo 6, 5-15

 

7° Giorno: Vivere nella fede della resurrezione

Isaia 60, 1-3.18-22

Salmo 118 (117) 1.5-17

Romani 6, 3-11

Matteo 28, 1-10

 

8° Giorno: Chiamati a servizio della riconciliazione

Genesi 33, 1-4

Salmo 96(95) 1-13

2 Corinzi 5, 17-21

Matteo 5, 21-26

 

PREGHIERA ECUMENICA

O Dio di misericordia, fa’ che il tuo Spirito datore di vita possa smuovere ogni cuore, che le barriere che ci dividono possano cadere, il sospetto scomparire, gli odi cessare, che le divisioni possano essere sanate, e che il tuo popolo possa vivere nella giustizia e nella pace.

Amen.

 

 

 

 

 

 

Salviamo la “Perfetta Letizia”!

Posted in Senza categoria on 24 ottobre 2010 by carlonline

Carissimi, è con la tristezza nel cuore che scrivo questo post, ma la cosa è troppo urgente, quindi non posso permettermi di perdere tempo a “piangermi addosso”.

Come accennato nel post che potete trovare qui anche noi Giovani Pavoniani abbiamo avuto la grazia di essere ospitati presso la foresteria “Perfetta Letizia”, situata dietro la basilica di Santa Maria degli Angeli, ad Assisi e sapientemente gestita da Angela e dai suoi numerosi amici/volontari. Il clima che si respirava in quel posto era qualcosa di meraviglioso: profumava di semplicità, di accoglienza, di fraternità… di FRANCESCANITA’! Qualsiasi pellegrino si trovasse a passare di lì poteva star certo che un piatto caldo e una coperta per dormire non gli sarebbero mai stati negati. Se a ciò aggiungete la certezza di poter consumare il cibo in compagnia e allegria, capite bene come da quel posto si ripartiva ricaricati: fisicamente, ma ancor di più spiritualmente. La “Perfetta Letizia” era uno di quei posti dove Dio lo puoi vedere, toccare, respirare. Uno di quei posti dove con Dio puoi stare seduto a parlare, a cantare, a pregare insieme. E ha mille facce, parla mille lingue diverse, ha mille età diverse… ma UN SOLO CUORE!

Ebbene, ora questo “angolo di paradiso” sta per essere chiuso, per non riaprire mai più! Le motivazioni che sono state addotte risultano essere quantomeno “bizzarre”, e fanno sorgere il sospetto che dietro ci sia ben altro. Non è mia intenzione però addentrarmi in queste questioni, ciò che a me sta a cuore è che la “Perfetta Letizia” continui ad esistere, e continui ad esistere come io l’ho conosciuta, con tutti gli annessi e i connessi.

Per questo, con il cuore in mano, invito tutti voi che passate da questo blog a firmare la petizione che potete trovare cliccando qui sotto:

Vi prego, inoltre di divulgare con ogni modo possibile la notizia e l’invito a firmare anche tra i vostri amici: magari non sarà sufficiente a salvare la “Perfetta Letizia”, ma  per Angela e tutti quelli che amavano questa foresteria sarà sicuramente di conforto sapere che tante persone hanno a cuore la loro causa.

Non aggiungo altro, se non il mio classico saluto: “OLD BEST 4 U BRETHREN ‘N SISTREN!”

Abbatti ogni barriera

Posted in Cibo per l'anima on 12 giugno 2010 by carlonline

Articolo tratto da: “Se vuoi”,

rivista di orientamento per i giovani,

n. 5/2009

http://www.apostoline.it

Marcello: trasmettere vita

Mi hanno chiesto di raccontare la mia storia e ho subito detto di sì. Perché la mia è una storia un po’ strana, con una visuale del mondo ad altezza di… carrozzina!

Sì, avete letto bene, sono seduto ed uso una carrozzina elettrica perché sono affetto da tetraparesi spastica. Sono inoltre completamente privo di linguaggio verbale, non parlo, non riesco a dire niente, nemmeno mamma e papà. Ed è così da 25 anni, la mia età. A proposito, mi chiamo Marcello Frignani e abito a Ferrara.

Con tutte queste premesse viene subito da pensare che sia un ragazzo sfortunato, un “poverino”, uno da compatire, e invece non è assolutamente così!

Sapete quali sono i miei due detti preferiti? “Mai dire mai” e “Io sono felice”. Ormai stare in carrozzina non mi pesa più di tanto, mi ci sono completamente abituato e, bene o male, buca più o meno, gradino più o meno, riesco ad andare un po’ da tutte le parti ed il mondo visto ad altezza di sedia non è poi così male, anzi penso che fanno più fatica tutte le persone che camminano e corrono rispetto a me.

I miei genitori mi hanno sempre aiutato e mi sono sempre stati accanto. Ho sempre sentito il loro amore come un amore vero, un amore che non faceva differenze tra l’amare un figlio sano o ammalato. Non hanno mai avuto o provato vergogna per me, mi hanno fatto fare tutte quelle cose che un genitore fa con un figlio senza problemi.

Ho imparato a comunicare fin da piccolo usando i gesti, le fotografie, poi ora sono passato alle immagini ed ora uso il linguaggio bliss, un linguaggio basato su simboli grafici e iconografici. Ogni simbolo ha il suo significato ed io indico sulla mia tabella il simbolo e il mio interlocutore legge. Non è difficile, anche se ho impiegato quasi 7 anni per impararlo, ma ora posso dire le mie idee, le mie impressioni, raccontare i miei desideri, le mie emozioni. Per chi parla normalmente tutto questo è normale, ma credetemi per quelli come me che non riescono a parlare, trovare un modo per potersi relazionare con gli altri in maniera autonoma e senza dover dipendere dalla volontà altrui, è qualcosa di fantastico! Non parlare come tutti, però, mi manca proprio, ma il bliss mi aiuta tanto! Ormai sono un esperto di questo linguaggio tanto è vero che sto girando il mondo tra convegni e conferenze sui linguaggi aumentativi alternativi, cioè quelle forme di comunicazione non verbale che però ti danno la possibilità di instaurare relazioni e rapporti con le persone. Sono stato in tante parti d’Italia, in Germania, in India, in Canada, negli USA, e l’anno prossimo andrò a tenere una relazione in Spagna. Vado anche nelle scuole a raccontare le mie esperienze legate a viaggi e alla mia grande passione sportiva, la maratona in carrozzina: ne ho già corse sette: New York, Milano, Ferrara, Venezia, Carpi, Parigi e Roma! È bello stare in mezzo agli altri, sentire le storie, ascoltare il rumore della vita che ti circonda. Tante volte quando sono in giro per le città o guardo la televisione vedo tanti miei coetanei che materialmente hanno tutto, che dovrebbero essere felici, ma quando osservo i loro sguardi o sento i loro discorsi, mi rendo conto che non hanno nulla, che sono privi di felicità interiore, che mancano di serenità. Allora cosa dovrei dire io che per fare qualsiasi cosa ho bisogno di una persona accanto? Ecco perché mi piace conoscere persone nuove, per comunicare loro che la vita può essere bella, può essere felice, può essere serena, anche se non hai il telefonino all’ultima moda o il vestito firmato! Anche io sono uno a cui piacciono le cose belle, ma a queste ho imparato a dare il giusto valore. La mia serenità e la mia felicità non dipendono solo dal fatto di “accontentarmi” dei risultati che ho ottenuto con grande sacrificio ed impegno, ma dalla convinta volontà di essere riuscito a raggiungere un equilibrio interiore che mi ha fatto accettare la mia condizione non come uno svantaggio, ma come una risorsa spirituale per me stesso e poi per chi mi circonda. Ho vissuto momenti molto difficili, duri, impegnativi, ma poco alla volta, passo dopo passo, ho realizzato anche tanti sogni che avevo nel cassetto, sogni che sembravano utopie, e il mio impegno, oggi come oggi, è quello di testimoniare la mia vita, perché se io ce l’ho fatta, anche tanti altri ragazzi come me possono realizzare i propri sogni e le proprie ambizioni. Avete capito perché sono felice? Perché, nonostante tutto, ho saputo accettare e sfruttare la mia condizione fisica non come una sconfitta e qualcosa su cui piangermi addosso, ma come la mia vita vera ed è da qui che insieme ai miei genitori sono partito per questo meraviglioso viaggio nella vita.

Ah, dimenticavo! Per chi è più curioso di sapere delle mie conquiste e conoscere il mio mondo bliss vi invito a contattarmi.

Ciao a tutti da Marcello

marcellofrignani@libero.it